Malattia di Lyme: Cos’è, sintomi e come curarla
Con la bella stagione e le gite fuori porta, la natura ci regala momenti di relax, ma nasconde anche qualche piccola insidia. Tra queste c’è la Malattia di Lyme, un’infezione sempre più discussa ma ancora poco conosciuta da molti.
Ecco tutto quello che c’è da sapere per riconoscerla, prevenirla e affrontarla, con dati alla mano provenienti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dalle ultime ricerche mediche.
Il “Colpevole”: chi la trasmette?
La Malattia di Lyme (o borreliosi) è una patologia causata da un batterio, una spirocheta chiamata Borrelia. Questo batterio non “vola”, ma ha bisogno di un passaggio per arrivare a noi: viene infatti trasmesso all’uomo esclusivamente tramite il morso di una zecca infetta.
In Italia e in Europa, la principale responsabile è la zecca dei boschi (Ixodes ricinus) e la specie batterica più diffusa è la Borrelia burgdorferi sensu lato.
I Sintomi: Dal morso alle complicanze
La malattia di Lyme è definita “multisistemica” perché, se ignorata, può viaggiare nel corpo e colpire organi diversi. Gli scienziati la dividono in diverse fasi:
- La fase precoce localizzata (Giorni/Settimane): Il sintomo d’esordio più famoso è l’eritema migrante. Da qualche giorno a qualche settimana dopo il morso, intorno alla puntura compare una macchia rossa che si allarga gradualmente. Spesso assume una forma ad anello o a “bersaglio”, con i bordi rossi e il centro più chiaro.
In questa fase è comune sentirsi come se si avesse l’influenza: febbre, brividi, forte stanchezza, dolori muscolari e mal di testa.
- La fase disseminata (Mesi): Se il batterio non viene bloccato tempestivamente, l’infezione si diffonde.
A questo punto possono subentrare complicazioni più serie:
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Neurologiche (Neuroborreliosi): Meningiti, forti mal di testa o la paralisi facciale di Bell (incapacità di muovere i muscoli di un lato del viso).
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Articolari: Dolori forti e gonfiore, che vanno e vengono, in particolare a carico delle grandi articolazioni come le ginocchia (artrite di Lyme).
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Cardiache: Meno frequenti ma importanti, le carditi di Lyme possono causare palpitazioni, blocchi atrioventricolari e alterazioni del battito cardiaco.
Come si cura?
La buona notizia è che la malattia di Lyme è curabile. Come confermano le linee guida farmacologiche italiane e internazionali, la chiave è iniziare subito una terapia antibiotica. Più si è veloci, più il recupero è completo.
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Infezioni precoci (senza sintomi neurologici): Il trattamento standard prevede antibiotici per via orale. Solitamente si utilizza la doxiciclina (spesso 100 mg due volte al giorno) o l’amoxicillina per un periodo che va dai 14 ai 21 giorni.
- Infezioni avanzate (con interessamento neurologico o cardiaco): In questi casi, i medici optano per antibiotici più potenti somministrati per via endovenosa, come il ceftriaxone o la penicillina G, per 14-28 giorni.
Da ricordare: Avere avuto la malattia di Lyme non rende immuni. Se si viene curati e si guarisce, un nuovo morso da parte di una zecca infetta può farvi ammalare di nuovo.
Prevenzione: Il decalogo per le passeggiate
Gli studi su PubMed sottolineano come i cambiamenti climatici stiano aumentando la diffusione delle zecche anche in aree peri-urbane. La prevenzione resta l’arma numero uno:
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Copriti bene: Nei boschi o nell’erba alta usa pantaloni lunghi, calzini chiari (per vedere meglio eventuali zecche) e scarpe chiuse.
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Usa repellenti: Applica prodotti specifici contro le zecche sui vestiti e sulla pelle.
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Il controllo serale: Dopo un’escursione ispeziona sempre il corpo. Le zecche amano i luoghi caldi e umidi (ascelle, inguine, dietro il ginocchio, cuoio capelluto).
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Estrazione sicura: Se trovi una zecca attaccata, non usare alcol, olio, fiammiferi o altre sostanze per “soffocarla” (la faresti solo rigurgitare, aumentando il rischio di infezione). Usa una pinzetta sottile per afferrarla il più vicino possibile alla pelle ed estraila tirando dolcemente verso l’alto.
Fonti
- PubMed: (Titolo: Clinical Practice Guidelines by the Infectious Diseases Society of America, American Academy of Neurology, and American College of Rheumatology: 2020 Guidelines for the Prevention, Diagnosis and Treatment of Lyme Disease)
